Serbian Tourism in Foreign Press
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DATEdi Sabato 21 Febbraio 2004 
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Serbia / Un paese che si riscopre destinazione turistica

La Serbia si riscopre destinazione turistica con tutte le carte in regola con istantanee di paesaggi mai invasi dai vacanzieri, piccoli villaggi e città antiche, filari di vigne e sconfinate palestre all'aria aperta possano finalmente sostituirsi alle immagini dolorose della guerra… Sì, perché la Serbia, prima penalizzata da anni di tirannia, poi sconvolta dalla guerra, quindi bombardata dalla NATO e infine dimenticata, ha in realtà molto da offrire a chi è in cerca di una destinazione diversa, tranquilla e ancora salva dall'invasione del turismo di massa. E ha deciso di farlo sapere al mondo intero. Governo, Ufficio del Turismo e operatori locali sono tutti impegnati in un comune sforzo per la rinascita del Paese dal punto di vista turistico. Non va infatti dimenticato che, nonostante le recenti e comprensibili perplessità, questo angolo d'Europa che un tempo si chiamava Jugoslavia, tra gli anni ’70 e ’80 richiamava qui numerosi estimatori da paesi vicini e meno vicini.

Gli stranieri che sceglievano la Jugoslavia per le vacanze erano milioni… Ebbene oggi, con un nome, un governo e un orgoglio nuovi, la Serbia invita i turisti stranieri, italiani in testa, a innamorarsi ancora. Il Paese ha ottenuto supporti per la campagna promozionale lanciata dall'Ufficio del Turismo della Serbia in Italia, Austria, Germania e Gran Bretagna con il sostegno del governo e con finanziamenti dell'Unione Europea destinati a specifici progetti in campo turistico. Oggi come oggi l'industria turistica in Serbia contribuisce soltanto per il 2% al prodotto nazionale lordo. II piano di rilancio intrapreso dal governo, che passa tra l'altro attraverso la privatizzazione di numerose strutture alberghiere un tempo proprietà di Stato, punta a innalzare questo dato al 5% nei prossimi tre anni. In particolare le energie in tal senso saranno concentrate su tre principali obiettivi.

Primo: riscattare Belgrado come capitale di fascino, degna di competere con le sue "sorelle" europee in fatto di arte, cultura, eventi, svago e intrattenimento, ma anche come porta d'accesso alle meraviglie nascoste della Serbia. Dalla capitale vengono infatti suggerite piacevoli escursioni ad alcune delle più belle località del Paese. Come Novi Sad, Subotica, Topola e Oplenac. Ma anche il Parco Nazionale di Fruska Gora e Zlatibor Mountain.

Secondo: soddisfare le esigenze del turismo di nicchia con un'offerta articolata di prodotti mirati e pacchetti a tema, rispondenti alle peculiarità del Paese: nel settore cultura (per esempio escursioni alla "Montagna Sacra" di Fruska Gora con i suoi 18 monasteri), nel settore crociere e turismo nautico (navigazione sul Danubio), nel settore turismo verde (ecotour e alloggi in strutture rurali), nel settore sport (caccia e pesca), nel settore enogastronomico (vie del vino).

Terzo: promuovere il turismo all'aria aperta e dinamico. Da sottolineare anche la grande potenzialità del paese in fatto di attività sportive: escursionismo, rafting, birdwatching, equitazione, trekking, climbing, caccia, pesca, e in inverno sci.La Serbia è tornata, insomma. Si è rimessa in salute. E senza voler rinnegare o cancellare un passato difficile e cruento, ha deciso di voltar finalmente pagina. Partendo proprio dal turismo. II primo passo in questo senso è rappresentato da un logo nuovo fiammante e da un sito Internet realizzato anche in versione inglese e corredato di numerose foto, riporta dettagli esaustivi su storia, geografia, arte, architettura, attrazioni, manifestazioni della Serbia, oltre naturalmente a tutte le informazioni pratiche per il soggiorno.

Infolink: www.serbia-tourism.org

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